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April 30 Capitolo 1: parte prima.Mi ricordo il giorno in cui conobbi Kevin. Pioveva che Dio la mandi buona. Io stavo tranquillamente camminando per città, dovevo sbrigare alcune faccende in centro ma fui costretto a mettermi al riparo sotto il tendone di un negozio di abbigliamento quando cominciò, di colpo, a piovere in quella maniera. Non si può mica andare in giro con tempi così, non avevo neanche l’ombrello, solo un imbecille potrebbe pensare di camminare sotto il diluvio universale. Pensai. Infatti, quando vidi Kevin sfrecciarmi davanti urlando a squarciagola dalla felicità, la prima cosa che mi balzò agli occhi fu proprio che lui non stava camminando sotto la pioggia. Stava correndo sotto la pioggia. C’è una bella differenza. Pensai. Non si fermò molto lontano da me. Probabilmente nella foga della corsa era anche riuscito a scorgere che c’era una persona che attendeva sotto il tendone di un negozio. E si ricordò che aveva voglia di una sigaretta. Smise di urlare di gioia e fece dietrofront. “Ciao”. “Ciao” “Hai per caso una sigaretta?” Non avevo mai visto un ragazzo con quello sguardo. Era FELICE. Tutto il suo corpo traspariva una incredibile sensazione di benessere. Gli sorrisi senza neanche sapere il perché e ovviamente tirai fuori il mio pacchetto di sigarette e gliene porsi una. Non mi piaceva la gente che chiedeva sigarette per la strada ma in quel caso era diverso, era come se tutto diventasse bello…in quel momento anche la pioggia era bella, anche quel negozio di abiti che non sopportavo era…bello…il tendone, la strada, la gente che corre a mettersi al riparo, il marciapiede, l’insegna del bar, i semafori, le automobili…bello bello bello…tutto…e la cosa più assurda era che Kevin fumava in silenzio, guardando sorridendo il vuoto, sotto la pioggia. Come se non gli interessasse fare un passo in più per ripararsi sotto al tendone dove stavo io, teneva solamente la sigaretta un po’ più avanti in modo che non si inzuppasse. Non ci dicemmo neanche una parola fino a quando non gettò a terra il mozzicone. “Grazie, io continuo” “Aspetta, toglimi solo una curiosità, perché stai correndo con questo stratempo? Non puoi aspettare che smetta?” “Amico” disse sorridendo “Non vedi che c’è il sole? “ E riprese a correre e ad urlare di felicità. Non raccontò mai a nessuno che cosa successe in quella particolare giornata, cosa capitò nella sua vita. Scoprimmo solo che “qualcosa” successe perché prima di quel momento tutti si ricordavano di lui come una persona strana, cupa e pessimista. Da quel giorno divenne l’emblema della felicità assoluta. Ma cosa più incredibile, da quel giorno, ogni volta che c’era brutto tempo, quel ragazzo si lanciava urlando di felicità in una folle corsa. Me lo ricordo bene il giorno in cui conobbi Kevin. Pioveva che Dio la mandi buona. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://pvsinger.spaces.live.com/blog/cns!3947D7BECECF95E9!453.trak Weblogs that reference this entry
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